Dalla Nuova Zelanda la «barchetta» estrema CanAm

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Quali prestazioni possono generare 600 cavalli di potenza ospitate su una «barchetta» del peso inferiore alla tonnellata? I primi a porsi la domanda sono stati i tecnici della Hulme, piccola casa automobilistica situata in Nuova Zelanda. Dopo quattro anni di studi e anticipazioni ha finalmente ricevuto presentazione la CanAm, supercar a due posti dedicata a una figura gloriosa del panorama motoristico locale, Denis Hulme, Campione del Mondo in Formula 1 nella stagione 1967, e due volte vincitore nella serie nordamericana CanAm. .
La vettura ricalca le forme e le tecnologie utilizzate per le biposto da gara, a cominciare da un profilo anteriore appuntito, radente al suolo. Sono presenti anche il sottile cupolino per deviare i flussi d’aria, e un ampio alettone posteriore, alloggiato sopra il cofano che ospita il propulsore V8 della Corvette Z06. Ancora non è dato conoscere i rilevamenti velocistici ufficiali, mentre il prezzo non si presenta particolarmente allettante: per portarsi a casa la CanAm serve un assegno da 295 mila euro.

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4 & 5 Aprile AlfaRomeo porte aperte

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In arrivo nuovi motori per l’Alfa Romeo 159 Sportwagon/Berlina, Spider e Brera Ti Turismo Internazionale, sono disponibili da sabato 4 e domenica 5 aprile 2009 in visione a tutti gli appassionati nei concessionari. Dall’evoluzione delle berlina GT veloce degli anni settanta il 1750 Turbo Benzina è concepito con il classico “cuore sportivo” che da sempre contraddistingue il marchio. La motorizzazione dotata delle tecnologie più avanzate nel campo dei motori ad accensione comandata con l’iniezione diretta di benzina il doppio variatore di fase continuo. Tutte caratteristiche che garantiscono le elevate prestazioni di un propulsore da tre litri con i consumi di una media cilindrata, 235 km/h o,7 secondi da 0 a 100, 8,1 km per un litro emissioni di 189 g di Co2 al Km.

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Più comfort ed eleganza per la nuova BMW Z4

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L’aspetto si ingentilisce, le dimensioni crescono, e sopra la testa degli occupanti compare un tetto rigido. Tutti segni che denotano un cambiamento di indole per la nuova BMW Z4, più elegante e meno spider «tutto pepe» rispetto al modello che va a sostituire. A Monaco di Baviera hanno deciso di dare una sterzata in direzione del comfort e della praticità d’uso, abbandonando la copertura in tela rigida per fare spazio a un tetto in alluminio, cui bastano 20 secondi per fuoriuscire dal bagagliaio e fissarsi al montante del parabrezza. Così la roadster si trasforma in una coupè dalle linee morbide e filanti, che denotano il lavoro di rottura eseguito dai designer tedeschi rispetto ai volumi taglienti firmati da Chris Bangle. Il frontale pare signorile, le fiancate presentano uno slancio di nervature, che proseguono idealmente le forme del lungo cofano per arrivare al posteriore, dove si nota un avvicinamento alla sorella maggiore serie 6. Il tutto per una lunghezza maggiorata rispetto al passato di 25 centimetri, tutti a vantaggio dello spazio a bordo, ora buono per tutte le taglie, pur senza snaturare la seduta sportiva. Nuova si presenta la plancia, dall’aspetto gradevole e ottimamente rifinita. Tra le dotazioni spiccano i comandi di gestione per il Driving Dynamic Control, che permette di regolare su tre livelli la taratura di acceleratore, ESP, sterzo e sospensioni. A garantire il resto del divertimento ci pensano i tre propulsori a 6 cilindri, da 2.5 a 3 litri, con potenze comprese tra 204 e i 306 cavalli dell’unità twin turbo. I prezzi della nuova Z4 vanno da 39.551 a 50.551 euro.

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Emozioni da vivere con la nuova Porsche Boxster

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Guadagna in carattere e contenuti l’aggiornamento deciso da Porsche per la «piccola» Boxster. I principali cambiamenti riguardano le scelte tecniche, iniziando dai nuovi propulsori, 6 cilindri a fasatura variabile da 2.9 e 3.4 litri, entrambi Euro 5. Il primo viene a motorizzare la versione «entry level», mandando in pensione il vecchio 2.7 e garantendo un guadagno di 10 cavalli, per un totale ora di 255. Ne garantisce ben 310 l’unità montata sulla versione S, a iniezione diretta e in grado di spingere l’autovettura a ben 272 km/h, con un ottimo valore di 5.2 secondi nell’accelerazione da 0 a 100. Riscontri che vengono esaltati qualora il cliente decida di montare la trasmissione PDK a doppia frizione e sette rapporti. In alternativa c’è comune già un ottimo manuale a sei marce, mentre a Stoccarda promettono miglioramenti rispetto al passato per quanto concerne i consumi e l’attenzione verso l’ambiente. Miglioramenti sono stai apportati anche all’efficienza dinamica della roadster, incollata a terra grazie al telaio irrigidito, e ben frenata da un impianto frenante che per la S prevede in opzione dischi ceramici. Piccoli ritocchi hanno riguardato anche l’estetica, a livello di prese d’aria e grafica dei fari, mentre all’interno si notano il volante di provenienza 911, il nuovo tunnel e l’impianto hi-fi perfezionato. Infine i prezzi, che vanno da 47.280 a 57.180 euro, destinati notevolmente a salire se si vuole attingere dalla lista degli optional. Tra gli altri, segnaliamo il pacchetto Sport Chrono Plus, le sospensioni a regolazione continua e i cerchi da 19 pollici.

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Maxza MX-5, la favola del best-seller continua

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Come avere vent’anni sul groppo e non sentirli. Mazda lancia l’ennesimo restyling della MX-5, la roadster più venduta della storia. Il merito va ascritto a una filosofia semplice ma vincente, che mette insieme le caratteristiche dell’auto divertente dal sapore retrò, l’esclusività dei due posti a cielo aperto, a prezzi piuttosto ragionevoli. Si annunciano lievi ritocchi verso l’alto per la versione 2009, ma non si dovrebbero comunque superare i 30 mila euro per la top di gamma. I cambiamenti, pur se limitati, riguardano la linea, con un frontale dotato di fari stilizzati, un logo rivisto, mentre ai lati di un’inedita presa d’aria trapezoidale trovano posto nuovi fendinebbia. Cambiano anche le linee del sottoporta, ora più pronunciate, e la grafica delle luci posteriori. All’ interno spiccano le nuove plastiche, più convincenti rispetto al passato, e le prese Aux di serie ora su tutta la gamma. Due i motori disponibili, entrambi a 4 cilindri benzina, e, viene da dire purtroppo, omologati Euro 4: il classico 1.8 litri da 16 cavalli viene affiancato da un 2 litri da 160, rivisto nella mappatura, e ora in grado di girare fino a 7500 giri. Una scelta rivolta ai clienti più esigenti, e accoppiata a un suono dello scarico reso piu’ «cattivo». Nella direzione opposta muove invece l’inserimento tra gli optional della trasmissione automatica, con comandi al volante, già da anni presente sul mercato Usa. I puristi probabilmente preferiranno il cambio manuale, a scelta da cinque e sei marce. La nuova MX-5 sarà disponibile con tetto rigido o in tela a partire dall’inizio dell’estate.

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