Vision Efficient Dynamics, l’ibrido sportivo secondo BMW

Dopo Mercedes, anche BMW vira verso il territorio dell’alimentazione alternativa e pulita. Si chiama Vision Efficient Dynamics il prototipo che il costruttore bavarese presenterà in anteprima mondiale alla kermesse espositiva di Francoforte. Le linee avveniristiche e i giochi di incastro tra superfici riprendono quanto visto di recente con un altro prototipo, la M1 Hommage. Di sicuro effetto le portiere in vetro, con apertura ad ali di gabbiano, e capaci di oscurarsi all’aumentare del sole grazie all’utilizzo di policarbonato fotosensibile. Una soluzione che fa pensare ad un uso quotidiano, e dunque a una produzione in serie per questa coupè 2+2, dotata di un vano bagagli e un divano posteriore abbattibile.
Le curiosità maggiori si celano sotto la carrozzeria, dove alloggia un propulsore diesel 3 cilindri da 1.5 litri, turbocompresso e capace di 161 cavalli. Il suo funzionamento viene abbinato a due unità elettriche, una per asse, in grado di funzionare in autonomia per distanze fino a 50 chilometri, e gestite attraverso il sistema «plug-in», ovvero con un accumulatore composto da 98 celle litio-polimeri. In configurazione completa gli elettromotori possono garantire una potenza di 195 cavalli, per un totale di 356, riserva che garantisce prestazioni mozzafiato: in virtù anche di una massa contenuta, bastano solo 4.8 secondi per raggiungere da fermo i 100 orari. Il tutto a fronte di consumi irrisori (3.76 litri di carburante per 100 km) ed emissioni di Co2 contenute a 99 g/km. La tenuta strada è ottimale, grazie alla trazione sulle quattro ruote.

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Solo 55 esemplari per l’esclusiva Wiesmann Roadster


A fianco dei grandi marchi, che sicuramente conquisteranno la ribalta della scena, i padiglioni espositivi di Francoforte offriranno spazio anche alla nicchia delle produzioni artigianali. Un esempio porta il nome di Wiesmann, piccolo costruttore tedesco da anni attivo nella realizzazione di vetture sportive. Sulle rive del Meno farà la sua comparsa la MF5 Roadster, versione scoperta di una classica coupè a due posti lanciata lo scorso anno. Elegante e nel contempo sportiva, sotto il lungo cofano che fa tanto «effetto retrò» monta un motore BMW, lo stesso 5 litri da 507 cavalli visto sulle sportive M5 e M6. Considerata la massa più leggera, in virtù di un telaio in alluminio abbinato all’uso di materiali compositi per la carrozzeria, i risultati al cronometro sono da purosangue: per raggiungere i 100 orari bastano 3.9 secondi, in velocità il tachimetro si ferma a 310 km/h. Per poterla acquistare bisogna affrettarsi, Wiesmann ne produrrà solo 55 esemplari.

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Venom GT, un’esagerazione capace di superare i 430 km/h

Una velocità di 437 km/h non is era mai registrata su una vettura prodotta in serie. Così come una capacità di accellerare da 0 a 100 orari in soli 2.4 secondi, per raggiungere i 240 allo scoccare dei 9 secondi. Hanno dell’incredibile le prestazioni garantite dalla super-car Venom Gt, realizzata da John Hennessey, appassionato «tuner» residente in Texas. La vettura, attesa al prossimo Salone di Ginevra, rappresenta l’esito di un progetto avviato nel 2007. Allora si era pensato di montare sotto il cofano il motore V10 della Viper RT10, un’idea in seguito abbandonata a favore di un propulsore V8 di produzione propria, in grado di garantire una potenza nell’ordine dei 1200 cavalli. Davvero tanti, tantissimi per un mezzo che dovrebbe pesare non più di 1100 kg.

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Dalla Nuova Zelanda la «barchetta» estrema CanAm

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Quali prestazioni possono generare 600 cavalli di potenza ospitate su una «barchetta» del peso inferiore alla tonnellata? I primi a porsi la domanda sono stati i tecnici della Hulme, piccola casa automobilistica situata in Nuova Zelanda. Dopo quattro anni di studi e anticipazioni ha finalmente ricevuto presentazione la CanAm, supercar a due posti dedicata a una figura gloriosa del panorama motoristico locale, Denis Hulme, Campione del Mondo in Formula 1 nella stagione 1967, e due volte vincitore nella serie nordamericana CanAm. .
La vettura ricalca le forme e le tecnologie utilizzate per le biposto da gara, a cominciare da un profilo anteriore appuntito, radente al suolo. Sono presenti anche il sottile cupolino per deviare i flussi d’aria, e un ampio alettone posteriore, alloggiato sopra il cofano che ospita il propulsore V8 della Corvette Z06. Ancora non è dato conoscere i rilevamenti velocistici ufficiali, mentre il prezzo non si presenta particolarmente allettante: per portarsi a casa la CanAm serve un assegno da 295 mila euro.

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