Lamborghini Aventador: le vendite della super car sono da record

Lamborghini Aventador le vendite sono record

Lamborghini Aventador le vendite sono record

Nessuno pensava si arrivasse a tanto.

Le nuove Lamborghini Aventador hanno registrato il record sul mercato.

Le vendite della super car raggiungono le 700 unità è quindi già un risultato impressionante. In pochi mesi la Lamborghini Aventador LP700-4 ha venduto tutti i modelli previsi per la prima fase di produzione.

Complimenti! Quello delle super car è sempre un mercato che tira. Le vedremo tutte numericamente sulla strada.

Soprattutto le sentiremo anche grazie ai cavalli del motore, non passeranno di certo inosservate.

I 700 CV della Lamborghini Aventador da 6,5 litri V12 fanno la differenza, anche rispetto alla Ferrari FF anch’essa già record sul mercato, che può “solo” contare su 660 cv.

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Tata NANO in Europa a 5000 euro

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La notizia è ufficiale, la nuova auto low-cost, più piccola e meno cara del mondo esce nel mercato Indiano proprio in questi giorni, ad un prezzo record 1900 euro, sarà concepoita anche una vettura per il mercato europeo ad un prezzo quasi triplicato circa 5000 euro. La vettura sarà dotata di tutte le migliorie tecniche in linea al mercato Europeo e soprattutto con le normative in fatto di emissioni e sicurezza. A conferma di questa notizia attesa da quasi un anno è lo stesso Ranan Tata, pesidente del colosso Indiano Tata Motors :”Prevediamo di presentare al salone dell’auto di Ginevra una versione europea della Nano che rispetterà tutte le norme europee a livello di inquinamento e sicurezza. Il prezzo di vendita potrebbe collocarsi intorno ai 5mila euro, in primo luogo vogliamo servire il mercato indiano e vendere nel paese da 500mila a un milione di unità all’anno. Ma puntiamo anche al mercato americano ed europeo”. Benvenuta Tata NANO.

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Ferrari S.P.A. 2008 anno da record

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Il 10 febbraio 2009, si è tenuto a Maranello, il consueto consiglio di amministrazione della Ferrari s.p.a., dal comunicato stampa diffuso, s’ attesta la salute dell’azienda, il sempre vivo impegno e l’ulteriore speranza di crescita, nel tipico “stile” FERRARI. -” Il 2008 ha fatto registrare risultati che hanno battuto tutti i record precedenti, confermando in particolare il trend di crescita della redditività già rilevato negli ultimi anni, che ha raggiunto il 17,6%, contro il 15,9% ottenuto nel 2007: un valore di rilievo in assoluto per il settore automobilistico e che assume un significato particolare visto che è stato ottenuto in un anno in cui il contesto economico, soprattutto nella seconda metà, è stato caratterizzato da una forte crisi”- Ma a parte i dati di vendita, sicuramente importanti, che chiudono il bilancio con un fatturato di 1.921 milioni di euro, in crescita del 15,2%, ciò che stupisce è il rapporto che intercorre fra gestione e forza lavoro. Nelle parole di Luca Cordero di Montezzemolo, s’ intuisce quanto i singoli all’interno dell’aziende siano valorizzati quanto il prodotto finale -”Prova della bontà della nostra strategia fatta di esclusività, innovazione e attenzione alle persone” Allora complimenti Ferrari e buon 2009.

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Automotoretrò 2009

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Si è tenuta a Torino, la conferenza stampa di presentazione della rassegna, che dal 13 al 15 febbraio 2009, presso il Lingotto Fiere da il via al 27° appuntamento di Automotoretrò. Consueto appuntamento per gli appassionati di motori ormai datati, ma pur sempre brillanti. Scelte obbligate per Febbraio, indicato dai dati di vendita, come periodo più prolifico per investimenti “storici” e poi il record della scorsa stagione, che vuole essere un’auspicio, con 24500 presenze di pubblico e 350 espositori in fiera. Le novità riguardano il ritorno dei commercianti, grazie ad un’ampia area a loro dedicata, così come per i ricambi e l’oggettistica, dulcis in fundo gli artigiani del restauro e della tecnologia. Ma c’è spazio anche per la beneficienza grazie alla lotteria in favore di Specchio dei Tempi, attraverso la vendita di biglietti al costo di un euro è possibile partecipare all’estrazione di una 500, uno scooter ed una moto.
Orari e biglietti:
Venerdì 13: dalle 15 alle 20 – Sabato 14 e Domenica 15 dalle 9.00 alle 19.00
Invariato il prezzo del biglietto 8 € normale e 5 € ridotto
info rassegna: tel. e fax+39 011 350936www.automotoretro.it -info@automotoretro.it
info stampa: Gigi Pellissier cell. 335 5704150 – luigi.pellissier@fastwebnet.it
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Una gt3 rs marchiata Renault Sport!

Il salone di Londra del 2008 è stato il palcoscenico scelto da Renault Sport per dare il suo saluto d’addio al vecchio modello della gamma Megane con la presentazione al pubblico della serie limitata e numerata R26.R.
La Renault Sport Megane è in produzione dal 2004 ed ha avuto il merito di portare, con le sue varie evoluzioni nel corso degli anni, un’auto francese al vertice del segmento delle hatchbacks ad elevate prestazioni, offuscando auto affermate quali la Golf GTi o la selvaggia Ford Focus RS, mettendo alle corde una tanto blasonata (e costosa) rivale quale l’Audi S3 e facendo rivivere i fasti delle vecchie super5 GT turbo. Basti pensare che lo sviluppo di quest’ultima R26.R è stato svolto dalla Renault Sport proprio sul mitico circuito tedesco del vecchio Nurburgring, in casa delle dirette rivali, ottenendo il record sul giro per la sua categoria in 8′ e 17″ ovvero qualcosa come 13″ in meno di una Porsche Cayman S… I veri appassionati dunque avranno già capito di cosa stiamo parlando.
Per i meno informati invece facciamo un passo indietro: la R26.R nasce sulla base della R26, la quale a sua volta condivide con la normale RS il motore 2 litri sovralimentato da turbina Mitsubishi a doppia entrata d’aria che consente una fluidità incredibile e la disponibilità di gran parte della coppia già a 1500 giri, nonchè l’annullamento del cosiddetto turbo-lag, ovvero il ritardo di risposta all’acceleratore che caratterizzava (ed affliggeva) i motori turbo di vecchia generazione. Questo motore sviluppa 230 CV a 5500 giri con una coppia massima di 310 Nm a 3000 giri ed è accoppiato ad un cambio manuale a 6 marce di derivazione Nissan, anch’esso già presente sulla RS di serie, e alla trazione anteriore gestita da un differenziale autobloccante meccanico introdotto con la R26. Sempre all’anteriore si trova un possente impianto frenante Brembo con pinze a 4 pompanti e dischi forati che, assieme ai generosi cerchi da 18 pollici con gomme specifiche da 235/40 di misura ed all’assetto ottimizzato, consente di sfruttare le potenzialità del telaio in grande sicurezza.
Ciò che davvero fa la differenza qui è la sostanziale e drastica “cura dimagrante” a cui è stata sottoposta la già ottima R26 e che ha permesso ai tecnici Renault Sport di far scendere l’ago della bilancia di ben 123 kg, fermandosi così a quota 1230 di peso complessivo, con un rapporto potenza/peso che passa da 170 a ben 187 CV/tonnellata. Ciò è stato possibile grazie all’adozione di un cofano in fibra di carbonio, stesso materiale utilizzato per i 2 sottili sedili Recaro in stile racing, alla sostituzione dei “tradizionali” cristalli posteriori con dei pannelli in policarbonato, all’adozione di una gabbia roll-bar al posto del sedile posteriore, al nuovo sistema di scarico in titanio offerto come optional ed infine all’abolizione di tutto il superfluo (autoradio, fendinebbia, tergilunotto, buona parte del rivestimento fonoassorbente e chissà cos’altro fuorchè il climatizzatore).
Certo non sarà un’auto da usare tutti i giorni, certo non sarà l’auto perfetta per portare la famiglia al mare con tanto di nonne al seguito ma se siete di quelli che, come il sottoscritto, non rinunciano nonostante tutto al divertimento ed all’emozione che solo un’auto sportiva sa regalare, penso che concorderete sul fatto che i 35000 euro richiesti non sarebbero certo un furto… Uso tuttavia il condizionale perchè ahimè alla Renault hanno deciso che in Italia questa splendida definitiva Megane non sarà mai commercializzata ed i 450 esemplari prodotti saranno venduti in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania e Svizzera… Purtroppo vincere un mondiale di calcio comporta anche questo!
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Pneumatici giganti

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Vedendo l’immagine viene da domandarsi se quelle gomme, siano di un veicolo di proprietà di un essere Fantasy, invece sono di un mezzo, si strabiliante, come il Caterpillar 797B, ma putroppo non di un personaggio della fantasia. E’ di produzione francese lo pneumatico, che ha stabilito il record per essere il più grande al mondo, l’ideazione appartiene al marchio Michelin. Parliamo del modello 59/80 R36 XDR alto ben 4 metri, cioè più dell’altezza di un quarto piano di un palazzo, con caratteristiche tali da sopportare un carico di ben 100 tonnellate di peso. Tecnicamente costituito da ben 890 chilogrammi di cavi d’acciaio ed un peso specifico, di quasi 4 tonnellate.

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Bugatti anni 30′ a 6 Milioni €


Il nuovo anno si presenta benissimo per i nipoti di un medico inglese, morto nel 2007 all’età 89 anni, infatti hanno trovato nel garage dello zio una Bugatti del 1937. Rimasta nel dimenticatoio durante l’ultimo mezzo secolo, malgrado la crisi dovrebbe valere all’asta una cifra record, sei milioni di euro. Alla morte del dottor Harold Carr gli otto nipoti hanno avuto molto da fare per la successione perché il loro zio era un collezionista e in casa aveva di tutto, una collezione di attrezzi medici, millecinquecento boccali di birra, un piccolo aereo-spia della seconda guerra mondiale. La Bugatti Type 57S Atalante è una vettura costruita da Ettore Bugatti in diciassette esemplari e originariamente acquistata dal conte Howe. Divenuta proprietà del dottor Carr che la comprò da un aristocratico, lord Ridley nel lontano 1955 per 895 sterline, una somma equivalente a 16.000 euro attuali. La utilizzò in modo saltuario per cinque anni tenendola inchiodata in garage dal 1960 in poi. I nipoti hanno adesso dato l’auto storica alla casa d’aste Bonhams di Londra che valuta di battere il record mondiale per una Bugatti, stabilito nel 1987 quando una Bugatti fu venduta per 4,7 milioni di sterline. La Bugatti del dott. Carr, che ha percorso appena 26.284 Km e con i pezzi originali al 99%, sarà venduta al miglior offerente durante un’asta che è in calendario per febbraio, chiunque sia interessato l’appuntamento è a Parigi.

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Lamborghini, chiude un altro anno da record

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A dispetto delle altre case automobilistiche che segnano un ribasso sempre maggiore nelle vendite, e la situazione non sembra destinata a migliorare nell’anno che stiamo per cominciare, Lamborghini chiude il 2008 con un bilancio più che soddisfacente.

A decretare il successo della casa automobilistica c’è soprattutto la sua identità di auto di lusso, caratterizzate da un tocco di esclusività e da una grande precisione anche nei kinimi dettagli che vanno a comporre la vettura.
Lamborghini ormai vanta ben 45 anni di storia e riesce a mantenere alti livelli di vendita grazie al lancio di almeno un nuovo modello all’anno e a una rete di distribuzione che diventa sempre più ampia con il passare del tempo che ne hanno fatto davvero un successo sempre più grande.
I numeri parlano chiaro: la casa automobilistica ha chiuso in doppia cifra per il profitto e ha ottenuto risultati record per utili e volumi.

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L’Italia fa scuola dove non serve

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L’Italia ha un nuovo triste primato e considerando il momento vissuto da tutti con la “cinghia tirata” a causa della crisi economica, fa ancora più scalpore. Il parco delle “auto blu”, nel nostro Paese, infatti, ha raggiunto la cifra record di 607.918 vetture. Se le vetture intestate a parlamento, governo, regioni, province, comuni, comunità montane, asl, procure ed enti pubblici in genere ecc. fossero messe in fila una dietro l’altra si formerebbe una colonna lunga 2400 chilometri. Questo è quanto emerge da un’indagine di Contribuenti.it, secondo la quale due anni fa ne circolavano “solo” 574.214 auto blu, il 6% in meno. Mantenere questo farao sproporzionato parco auto comporta ogni anno una spesa per lo Stato tra gestione, manutenzione e la rottamazione di ben 18,2 miliardi di euro. Una cifra enorme, che ha superato ogni limite. Anche e soprattutto quello della decenza. Nella classifica mondiale, gli Stati Uniti si piazzano al secondo posto a lunghissima distanza con 75.000, la falsa scusante potrebbe essere che è un modo come un altro per far girare l’economia italiana.

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Inghilterra prototipo BloodHound ritorno al futuro

prototipoEntro il 2011 si realizzerà la macchina più veloce al mondo, a progettarla due inglesi, già parte del team che, nel 1997, aveva ottenuto lo stesso record, abbattendo il muro del suono. Portando la ThrustSSC (questo il nome del prototipo) a circa 1200 km/h, l’obiettivo attuale è quello di arrivare a 1690 km/h. Per gli amanti dei numeri il nuovo prototipo, ribattezzato Blood Hound, viene alimentato dallo stesso tipo razzo usato per il Jet Euro Fighter Tyfoon. Lunghezza dell’abitacolo 13 m, 6 tonnellate e ½ di peso, ruote in titano, per evitare un surriscaldamento eccessivo. Ed infine il dato più importante l ‘accelerazione da 0 a 1690 km/h in soli 40 secondi netti. I padri dell’avventura Richard Noble e Andy Green assicurano ampia partecipazione al progetto, tanto da coinvolgere i ragazzi attraverso le scuole, grazie ad un’iniziativa rivolta al design del prototipo.

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