World Car of the Year nessuna vettura italiana

World Car of the Year 2010

World Car of the Year 2010


Anno nero per le italiane al World Car of the Year 2010, neanche una vettura in gara per il più prestigioso riconoscimento a livello globale.

Questo è il triste dato emerso dalle prime indiscrezioni sul premio, le cui celebrazioni di premiazione sono programmate per il 1° aprile prossimo, durante il Salone dell’Auto di NewYork.

Dunque nonostante i successi di mercato nessuna vettura di punta del gruppo Fiat è riuscita ad essere protagonista nel 2009, secondo i giornalisti votanti.

La speranza è che con l’imminente uscita dell’Alfa Giulia e di altri modelli, nel Word Car of the Year 2011 sia presente anche il Made in italy.

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Il mondo dell’auto per la ricostruzione di Haiti

Hope for Haiti solidarietà dell'economia dell'auto

Hope for Haiti solidarietà dell'economia dell'auto


Anche il settore automotive mondiale sente l’esigenza di partecipare attivamente alla ricostruzione di Haiti e si moltiplicano le iniziative concrete in favore di questa causa.

Il Gruppo Fiat oltre ad una donazione in denaro di circa 250mila dollari ha fornito una serie di mezzi movimentazione terra della controllata CNH, New Holland e due ambulanze Iveco oltrchè quattro Daily.

Sempre in casa Fiat, ma questa iniziativa si parla del marchio Chrysler, hanno ideato un’asta di beneficenza il cui ricavato sarà interamente devoluto in favore di Haiti, grazie alla vendita di sei modelli di 300C personalizzate dalle star di Hollywood.

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Fiat fa concorrenza alla Tata

Fiat low cost per l'India

Fiat low cost per l'India


Nonostante gli ottimi rapporti e le numerose jointventure realizzate in questi ultimi anni tra il gruppo Fiat e Tata motors probabilmente diventeranno concorrenti nello stesso mercato in cui hanno collaborato.

L’AD di Fiat India ha infatti annunciato l’intenzione di voler presentare sul mercato una vettura super economica che sia concorrenziale alla vettura più economica al mondo la Tata Nano.
L’obbiettivo ha spiegato Rajeev Kapoor è quello di raddoppiare la produzione di auto in India che oggi per Fiat rappresentano circa 20mila unità ed il segmento lowcost, nuovo, dinamico e con un target orizzontale può essere la soluzione al piano industriale di Fiat.

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Termini Imerese non deve chiudere

termini-imerese-manifestazione-autopop Pronta la contromossa alle dichiarazioni di Sergio Marchionne rispetto alla possibilità, non troppo remota, della chiusura di uno degli stabilimenti italiani del Gruppo Fiat per una capacità dell’intero sistema di sovrapproduzione. Il segretario regionale Ugl Metalmeccanici in Sicilia, Luca Vecchio, afferma che ‘Fiat deve rimanere a Termini senza se e senza ma”, ed ancora ”per decenni la regione e’ stata vittima di politiche industriali del ‘mordi e fuggi’ e la Fiat di Termini Imerese, come altre aziende, ha beneficiato di agevolazioni pubbliche a fronte di prospettive di salvaguardia e di sviluppo occupazionale puntualmente disattese”. E’ tempo che Governo e regione, sottolinea Vecchio, ”definiscano norme che vincolino i finanziamenti pubblici stanziati a favore delle imprese allo sviluppo del territorio. E’ inammissibile che la Sicilia venga ancora una volta derubata delle proprie risorse e il disimpegno annunciato dall’ad Marchionne e’ politicamente scorretto e mortifica i lavoratori e con loro tutta la popolazione del territorio siciliano”. In queste ora sembra ventilata l’ipotesi di una possibile riconversione industriale dello stabilimento siciliano, ma la notizia non sembra aver placato la preoccupazione dei lavoratori, considerando che non esiste ancora un piano industriale ben definito.

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Arese con Alfa chiedono maggiori garanzie di continuità industriale

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Considerando che dal dal 15 giugno al 2 agosto, per 110 lavoratori del gruppo Fiat scatterà la cassa integrazione, tutti i settori in questi giorni sono in fermento per capire quelle che saranno le sorti di alcuni stabilimenti italiani tra cui quello di Arese. Il management del gruppo, ha da sempre ribadito che nonostante l’espansione nessun impianto italiano sarà chiuso, compreso quello lombardo. A sostegno della continuità industriale di Alfa Romeo in Lombardia la Regione, con la garanzia di Formigoni, è pronta a sostenere il progetto con investimenti complessivi anche nell’indotto, con a 1,5 miliardi di euro.

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