Fiat verso la partnership con Opel

Fiat_GM_headerphotoSembra delinearsi per Fiat, un accordo Europeo con Opel, anche se dopo l’acquisizione di Chrysler, dalla Germania rimbalzano notizie poco convincenti sul possibile futuro assieme dei due colossi automobilistici. Il governo tedesco infatti non gradirebbe troppo la soluzione Italiana, quanto più quella interna o con altri partner, la fusione con Fiat non sembra convincente in quanto si teme la chiusura di alcun stabilimenti in Germania. Opel tuttavia fa parte di un gruppo in piena crisi, la General Motors che vuole liberarasi infretta di Opel per fare cassa ed evitare la bancarotta sul serio. Se si dovesse concretizzasre l’operazione tedesca, il gruppo avrebbe un potenziale da 6 milioni di auto annue, con un fatturato di circa 80 miliardi di euro, avvicinandosi parecchio ai risultati operativi della Toyota. Torino e la Fiat puntano all’accordo, Sergio Marchionne prorpio oggi è atteso a Berlino per intavolare le prime trattative. La telenovela continua…

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Saab ritorna in patria, nel 2010 addio definitivo a GM

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A partire dal primo giorno del 2010 il marchio Saab sarà indipendente. La comunicazione arriva direttamente dalla proprietà General Motors, alle prese con una crisi finanziaria senza precedenti e incapace di sorreggere le perdite inflitte nell’ultimo biennio dalla casa svedese. Per evitare la bancarotta il management guidato da Jan Ake Jonsson ha chiesto e ottenuto presso un tribunale scandinavo la nomina di un amministratore indipendente, con l’obiettivo di avviare e portare a termine la ristrutturazione dell’azienda. L’operazione sarà possibile grazie al compromesso raggiunto tra GM, pronto a investire 400 milioni di liquidità, e il governo di Stoccolma, che di riflesso garantirà un prestito per 590 milioni. Le prospettive per una ripresa nel medio periodo – si parla del 2011 – non mancano, a partire da un elenco di progetti in caldo, ovvero 9-5, 9-3X e 9-4X, che verranno interamente realizzati entro i confini di casa. Ogni considerazione è tuttavia vincolata all’assemblea dei creditori, che si riunirà ad aprile.

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Saab pensa alla riconversione industriale

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Il Gruppo Saab controllato dalla General Motors , secondo quanto affermato dal governo, starebbe seriamente pensado di riconvertire la produziuone industriale dell’auto a favore della produzione di turbine eoliche. La crisi ed il prolungato momento negativo, oltre che il piano industriale del gruppo americano, non sembrano essere convincenti per il governo, il futuro dunque è l’eolico, considerando anche che la Svezia ha una produttività, in termini di esportazoni in questo settore, solamente del 2%. L’idea non sembra del tutto campata per aria, continuano ad affermare da Stoccolma, ricordando che nel corso dei decenni il marchio Saab ha prodotto aerei, automobili e adesso il futuro è l’eolico, sottolinenado in questo modo la solidità di un’industria flessibile e sempre al passo con i tempi.

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GM -30 miliardi di dollari

GM General Motors
Un disastro da trenta miliardi di dollari, così si chiude l’anno nero della GM, il quarto trimestre segna la chiusura di bilancio del 2008 ed attesta una perdita totale di trenta miliardi di dollari. Il CDA ha dunque lanciato un nuovo appello al governo per fa si che altri 15 miliardi, rispetto a quelli già stanziati ad inizio anno, siano versati nelle casse del gruppo di Detroit. La quota di mercato in ogni paese in cui è presente il brand, segna un ribassamento dallo 0,1% fino al 2% e le azioni segnano costantemente una perdita di valore, attualmente, addirittura di 15,75 dollari per azione. Altro che ristrutturazione o risanamento, in questo caso bisogna parlare di Restaurazione.

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Vendesi storia GM

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General Motors svende parte del proprio parco auto storiche, costituito da circa 1000 autovetture, per affrontare il momento critico e fare cassa, le previsioni parlano di 5 milioni di dollari per la vendita di 200 autoveicoli. Tra le tante “occasioni” la più curiosa è certamente l’auto realizzata per Giovanni Paolo II, la Cadillac papale, tuttavia non è mai stata utilizzata, a causa delle scarse misure di sicurezza della vettura che è cabrio. Al suo internio vi è anche un trono che si alza grazie ad un sistema di sollevamento idraulico e la cosa più importante, che la rende unica è la benedizione fatta da Giovanni Paolo II in persona. Battitrice d’asta è la casa Barrett-Jackson di Scottsdale, in Arizona, da domani fino al 18 gennaio.

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GM in picchiata -21%

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Sembrano le solite frasi ormai da settimane la crisi e la crisi, ma continua a stupire sempre del fatto che aziende un tempo solide come General Motors o Toyota negli ultimi giorni, siano in una situazione così degenerata, ieri il titolo ha perso il 21% del suo valore, Ford il 12%. Soffocando inquesto modo la ventata di passione e di speranza che si era autoalimentata con la notizia del prestito da parte del governo, durante la settimana scorsa. Ed i dirigenti parlano, discutono si riuniscono ma, c’è chi giura che in realtà GM dichiarerebbe bancarotta protetta già la prossima primavera, come sotiene “Wall street journal” e si prosegue nel tentativo di contenere i costi di gestione sperando così di uscire da una della più gravi cirsi degli ultimi decenni. Arrivando anche a sostenere la possibilità di non partecipare più alle iniziative espositive al difuori di Detroit, questa soluzione sembra essere un’ultima spiaggia e ci chiediamo fino a che punto possa incidere effettivamente sulla ripresa della società.

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Detroit tenta la risalita

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Il prossimo due di dicembre, rappresenta una delle ultime spiaggie, per convincere il Congresso
e i contribuenti americani di ‘meritare’ un piano di salvataggio da 25 miliardi di dollari. Le tre case automobilistiche di Detroit, General Motors, Ford e Chrysler, saranno nuovamente ascoltate in
audizione davanti al parlamento, per un aggiornamento sulla situazione finanziaria e le esigenze di
cassa a breve. Gm e Chrysler hanno già detto di rischiare la bancarotta entro pochi giorni mentre Ford
pensa di riuscire a sopravvivere solo per il 2009. “Tutti vogliamo la sopravvivenza e la prosperità
dell’industria dell’auto da cui dipendono milioni di posti di lavoro- E se la case automobilistiche non saran
no in grado di farlo ci sarà ben poco aiuto da parte dei contribuenti”- ha spiegato il consgliere di Obama, David Axelrod.Gli addetti dell’auto sono oltro 250.000 in America, più 730.000 nell’indotto. Il provvedimento salva-auto potrebbe essere varato la seconda settimana di dicembre, secondo il senatore repubblicano del Maryland, Steny Hoyer.

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Varato un piano: “Protezione” Opel

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L’incontro di lunedì 19 novembre a Berlino tra Opel e il Governo tedesco fa ben sperare. La cancelliera Merkel, con i ministri Steinbrueck (finanze) e Glos (economia) si è detta favorevole a un pacchetto di a favore della Casa di Ruesselsheim se da General Motors, detentrice del marchio Opel, se mancasse il sostegno economico. Proprio il presidente di GM Europe, Carl-Peter Fosters, ha spiegato il senso dell’incontro “Non si è parlato di un sostegno statale, piuttosto di un ombrello in termini di liquidità disponibile nel caso dovesse verificarsi il peggior scenario. Opel al momento non è in crisi di liquidità”.
Dunque un vertice esplorativo, dal quale è emersa la disponibilità di Angela Merkel a studiare un sistema di supporto all’intero settore per conservarne la competitività sugli Usa. “Esamineremo in che modo gli Stati Uniti sosterranno il comparto auto –perché non vogliamo che l’industria europea subisca danni”.

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La crisi favorisce la speculazione

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La società Solarworld operante nel settore energetico, cosciente dei problemi borsistici, dell’auto in America, ha offerto a Opel 1 miliardo di euro per la cessione di quattro impianti di Russelsheim, Bochum, Kaiserslautern ed Eisenach. L’offerta prevede un pagamento per 250 milioni di euro e i rimanenti 750 sotto forma di crediti bancari. Condizione dell’affare: la completa cessione del marchio della Casa Opel da General Motors. L’obiettivo di SolarWorld è continuare a produrre i veicoli Opel e, al contempo, avviare la produzione di un’auto verde a basse emissioni inquinanti. L’affare però è stato categoricamente smentito da GM Europe, il cui portavoce Nelson Silveira ha precisato che “si tratta di pura speculazione, perché Opel non è in vendita”.

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