Rolls Royce diffonde i dati ufficiali della «piccola» Ghost

Una Rolls-Royce di dimensioni e prezzi più ragionevoli, ma soprattutto dall’apparenza meno formale. Si presenta con queste credenziali Ghost, l’ultima nata che il marchio britannico ha finalmente svelato nella sua veste definitiva. Se le immagini evidenziano una stretta parentela con la sorella Phantom, dall’esame dei contenuti la vettura dimostra un’indubbia identità. Le differenze iniziano dalla scocca, dove l’alluminio è stato accantonato per far posto a uno scheletro in acciaio di origine BMW Serie 7.
Opportunamente adattata ai 5.50 metri della Ghost, la soluzione permette di sfruttare le doti di compattezza all’interno dell’abitacolo, un vero e proprio salotto viaggiante. Sempre sottopelle, meglio dire sotto il lungo cofano, emerge un’altra significativa novità: il propulsore è un inedito V12 da 6.6 litri, dotato di due turobocompressori e capace di 563 cavalli, con una coppia che tocca quota 575 Nm. «Tanta roba» viene da dire riprendendo una diffusa espressione gergale. Nonostante la mole le prestazioni sono da sportiva purosangue, con un 4.6 secondi stampato nel dato di accelerazione 0-100 orari. A comandare la guida provvede un cambio automatico-sequenziale dotato di otto rapporti. Riguardo alla missione della vettura, la dirigenza RR non si nasconde: si punta ad ampliare la clientela, puntando su prezzi di lancio più ragionevoli. Anche se 280 mila euro continua a rimanere una cifra alla portata di pochi, si punta a piazzare sul mercato una quota di almeno 1000 vetture all’anno. Si comincia nel 2010, alla Ghost berlina seguiranno delle versioni coupè e cabrio.

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Lusso ai vertici per la nuova Bentley Mulsanne

Come da tutti atteso, il tradizionale concorso d’eleganza di Pebble Beach ha portato alla luce la nuova ammiraglia di casa . In California ha fatto il suo debutto Mulsanne, berlina destinata a riproporre un nome già adottato dai dirigenti di Crewe a cavallo tra gli anni 80 e 90, con un obiettivo ben preciso: ereditare nel listino della grande «B» il testimone dell’apprezzata Arnage. Le carte in regola per fare ancora meglio sembrano esserci davvero tutte, a cominciare da una veste estetica personale, moderna, e nel contempo ben affrancata alla tradizione. Maestoso il frontale, dominato da «occhioni» di forma rotonda che si ispirano volutamente a una del passato, la Continental Flying Spur S1 del ‘55. Una certa parentela con la storia del marchio evidenziata dalla sagoma del cofano, delimitata attraverso nervature che dalla calandra si aprono per sfiorare i montanti dei retrovisori. Elegante e pulita la superificie laterale, con una linea di cintura che disegna anche il profilo della coda, spiovente e pronta a chiudersi idelamente con due terminali di scarico posti all’estremità del corpo vettura. Le dimensioni nell’insieme sono importanti, il costruttore ha comunque intenzione di offrire per i più esigenti una versione più lunga d 15 centimetri, da affiancare alle varianti coupè e cabrio. Tutte le Mulsanne verranno spinte dal classico propulsore V8 da 6.75 litri, lanciato nel 1959 e sottoposto a decine e decine di aggiornamenti. In questa sua ultima evoluzione, il motore sviluppa una potenza di 500 cavalli, sufficenti a spingere la vettura a una velocità prossima ai 280 km-h. A gestire la potenza provvederà un cambio automatico a sei rapporti, la tenuta di strada e il confort di marcia verranno invece garantiti dalle sospensioni pneumatiche, accoppiate a ruote da 21 pollici di diametro. Gli interni promettono design, lusso, dotazioni di serie e soluzioni tencologiche ai vertici. Buona parte della componentistica verrà realizzata ed assemblata manualmente, la realizzazione di una Mulsanne richiederà 400 ore di lavoro. Un’esclusività che si pagherà a caro prezzo, nell’ordine dei 300 mila euro per ciascuno dei 700 esemplari che verranno venduti ogni anno, a partire dal 2010.

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