Jeep

Applausi per Sergio Marchionne


Succede addirittura che uno dei massimi dirigenti di un’azienda, un colosso mondiale del settore automotive entri in una delle linee di produzione e sia accolto da applausi.

Non è fantascienza o una fantasia è realtà.

Questa situazione, giudicata impossibile in Italia non è uno scherzo è realmente accaduta negli Stati Uniti in uno degli stabilimenti del gruppo recentemente sotto controllo di Fiat.

Sergio Marchionne è stato accolto da applausi, durante uno dei consueti incontri, in uno degli stabilimenti dove viene prodotta la .

(foto ©complessita.files.wordpress)

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Fiat manda Viper in pensione

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Gli entusiasmi dell’inizio avventura con FIAT avevano fatto pensare ad un possibile salvataggio anche dei marchi più in difficoltà come la mitica Viper.

Contrariamente alle aspettative il marchio, secondo le ultime indiscrezioni non continuerà la sua avventura con Fiat e Crysler. La per eccellenza, saluta il mercato dopo quasi 20 anni di attività e va ufficialmente in pensione. Per il riassetto, la strategia societaria punterà certamente sui marchi già presenti sul mercato, come e . Le super car verranno dunque soppiantate dalle cyty car o da vetture più contenute nei consumi, rispettando la linea mini e verde dettata dal presidente degli Stati Uniti Barrack Obama all’incirca un anno fa.

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Interni più moderni e curati per il Suv Patriot

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Cambiano solo gli interni sulla versione 2009 di Patriot. Il alla base della gamma si presenta con una plancia e una quadro strumenti rinnovati sotto il profilo estetico, più moderno ed accattivante, proponendo anche nuovi materiali per i rivestimenti, con un netto passo in avanti per quanto concerne la qualità. Qua e là compaiono sparse anche delle finiture cromate, che donano un tocco di eleganza all’insieme. Per il resto il veicolo ripropone la formula che discreti consensi sta raccogliendo sul mercato italiano, ovvero un buon compromesso tra contenuti e risparmio, con la trazione integrale per potersi muovere agilmente anche sui fondi sdrucciolevoli, e un motore diesel Volkswagen (il 2 litri da 140 cavalli) affidabile e poco assetato.

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Nuova Jeep Grand Cherokee, il Suv «yankee» per l’Europa

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Strizza l’occhio all’Europa la nuova generazione Grand Cherokee. Presentato all’esposizione internazionale di New York, il di si distingue per un’estetica di rottura rispetto al modello che va a sostituire: le linee si sono fatte eleganti e ben raccordate, senza tuttavia perdere una certa imponenza «yankee». Di sicuro impatto il frontale, dominato dal caratteristico «griglione» cromato, mentre al posteriore risalta lo sviluppo orizzontale dei fari. Leggermente maggiorate, le dimensioni esterne dovrebbero tradursi in un guadagno di spazio nell’abitacolo, soprattutto dietro. Del tutto nuovo è il design di plancia, strumenti e volante, realizzati secondo un gusto più vicino ora alla clientela del Vecchio continente. Si annunciano dotazioni comprese di tutto quanto può servire per la sicurezza e la qualità della vita degli occupanti.
Forse i cambiamenti più importanti li troviamo sotto il vestito. Via il ponte rigido, le sospensioni anche al posteriore diventano indipendenti, come già visto sulla sorellina Cherokee. Sparisce anche la leva delle marce ridotte, per inserirle basta ora la semplice pressione di un pulsante. L’elettronica permette attraverso una manopola di adeguare le caratteristiche della vettura al fondo di percorrenza: la scelta è tra le modalità Auto, Sand/Mud, Sport, Snow e Rock. A fornire il giusto sprint ci pensano i nuovi motori benzina V6 3.6 litri da 280 cavalli e il possente V8 HEMI 5.7 capace di 380 cavalli. Arriveranno anche delle unità diesel, destinate a maggior successo sul mercato nostrano. Non si conoscono al momento dettagli sull’inizio della commercializzazione.

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Forme squadrate e muscoli, Jeep propone la nuova Cherokee

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E’ in listino già da qualche mese, ma non poteva mancare un breve approfondimento per la Cherokee quinta generazione. Con la serie KK, la nuova del gruppo manda in pensione fari tondi e linee arrotondate della precedente KJ, per riproporre spigoli e forme squadrate, che fanno il verso alla «sorella» Nitro. Imponente si presenta il frontale, con mascherina e fari in posizione verticale, a sormontare un paraurti massiccio. Il cofano è lungo e piatto, i vetri laterali propongono una linea di cintura piuttosto alta, i parafanghi paiono muscolosi. Tutto nel pieno stile del marchio, che però mostra anche di strizzare l’occhio all’estetica , rinunciando alla ruota di scorta incastonata nel portellone, in luogo della soluzione sotto il pianale.
Caratterizzazione decisa proposta anche nell’abitacolo, dove plancia e quadro strumenti fanno utilizzo a profusione di plastica, abbinata a finiture in finto alluminio. Gli assemblaggi risultano buoni, l’ambiente offre il giusto comfort per quattro occupanti, con tanto spazio per i bagagli.
Il merito va attribuito anche alla taratura morbida delle sospensioni, indipendenti all’avantreno, a cinque bracci e assale semi-rigido sul posteriore. Una scelta consapevole, che garantisce un’ estrema versatilità di utilizzo, su asfalto come nei tracciati di off-road, dove la yankee leva la veste di rappresentanza per mostrare gli attributi. La motricità è al top, grazie al nuovo sistema di trazione Selec Trac 2, con differenziale centrale bloccabile manualmente, e tre possibilità di trazione: posteriore, integrale automatica e integrale con ridotte, conformazione completata dall’Hill Descent Control, che nelle frenate più ripide assiste la frenata sulle singole ruote. Per il cambio si può scegliere tra un manuale e un automatico, entrambi a cinque marce, pronti a gestire i 177 cavalli del motore 2.8 turbodiesel VM. Gli allestimenti sono due, Sport e Limited, con qualche differenza a livello estetico e di optional. Prezzi da 32.860 a 36.760 euro.

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