Chevrolet

Automobilità l’elettrico il futuro

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Come sempre dagli Stati Uniti si fa scuola, quanto viene affermato oltre oceano solitamente viene visto come una conferma o comunque come un esempio da seguire.

Le dichiarazioni di in riferimento al sicuro successo dell’ elettrica per il rilancio del viene letto da tutto il mondo come un’ulteriore conferma anche degli investimenti europei ed asiatici nel settore elettrico mobile.

Gli Stati Uniti hanno investito in questo nuovo comparto energetico 5 miliardi di dollari, la sfida è aperta fra Asia, Europa e Stati Uniti chi vincerà rispetto agli investimenti sul ?

A supporto di questa tesi non a caso la Chevrolet annuncia di aver raggiunto i primi risultati e di essere ingrado di immettere in rete 40 mila Volt ibride per il USA.

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Concorso Chevrolet SPARKlife

Concorso Chevrolet Spark

Concorso Chevrolet


Con l’uscita sul mercato della nuova Chevrolet la Casa americana lancia il concorso online SPARKlife.

In palio fra gli altri premi, 11 experience gift (una consulenza d’immagine completa), in alternativa un percorso di coppia Love Therapy fra trattamenti di benessere e sapori esotici, un volo in mongolfiera per due persone o una discesa in rafting.

Per partecipare al , la cui validità è fino al 7 maggio 2010 è semplicissimo, basta collegarsi al sito www.sparklife.it, registrarsi effettuare il login, partecipare al test rispondendo a cinque domande. I vincitori dei premi verranno estratti a sorte il prossimo 10 maggio.

(foto ©sparklife)

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Ecco la Chevrolet EN-V


La , realizzata in collaborazione con la SAIC, .

Questa vettura è per il marchio GM una conferma importante, per quanto concerne la mobilità del futuro che come per tutti i marchi mondiali non può prescindere dalla propulsione elettrica.

Una delle particolarità della è rappresentata dalla possibilità di essere una citycar elettrica connessa con un network composto da altri veicoli con cui scambiare informazioni al fine di evitare ingorghi del traffico e incidenti.

La concept di questa vettura è il primo esempio di connessione reale tra vetture, la mobilità diventa eco ed anche la rete permette questa soluzione.

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Chevrolet ricaricabile via telefono

OnStar for Chevrolet Volt

for Chevrolet Volt


Una nuova funzione per il telefonino è stata progettata dalla per le vetture della controllata Chevrolet.

Attraverso un telefonino touchscreen è infatti possibile controllare lo stato di ricarica della Chevrolet Volt e scegliere di ricaricare le batterie in vista di un imminente uso o di programmarlo secondo le proprie esigenze.

La Volt è la prima vettura del marchio interamente elettrica ed il punta molto su questo segmento per risollevare le sue quotazioni di e l’intenzione è quella di coccolare i propri clienti, rendendo sempre più funzionali le vetture.

Questa nuova funzione Mobile Application ancora in fase sperimentale verrà proposta sulle nuove Volt a partire dalla fine del 2010 ed andrà ad integrare quelle già presenti e funzionali come il comando di chiusura delle porte, l’accensione delle luci e l’azionamento del clacson.

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Chevrolet Spark


Dal centro stile di Seul, la presenta la nuova evoluzione della Matiz, la .

I prezzi variano da un minimo di 8mila euro circa, versione base, sino a 12mila full optional, in versione sia benzina che gpl, per quanto riguarda le motorizzazioni due possibilità a quattro cilindri omologate Euro5 da 1.0 e 1.2 litri di cilindrata, disponibile con cambio manuale a 5 rapporti.

Una vettura concepita soprattutto per le strade cittadine viste le dimensioni ridotte circa tre metri di lunghezza e poco meno di due metri in larghezza, omologata per 5 persone ma comoda soprattutto per 4. Gli interni sono stati tutti rivisitati ed il restiling ha portato al concepimento di una vettura molto ma molto gradevole e spaziosa con i suoi 150 L di capienza del bagagliaio.

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Arriva Agile, l’auto low cost di Chevrolet


In tempi di crisi come questo un fatto che molto spesso spinge gli automobilisti a scegliere un modello in particolare al tempo dell’acquisto c’è anche il prezzo, oltre alla possibilità di ottenere un ulteriore sconto da parte della casa produttrice o della concessionaria.
Le varei aziende si sfidano quindi tra loro con il lancio sul di veicoli che siano in grado di catturare l’interesse del pubblico per il basso costo senza comunque trascurare il livello di comfort e di sicurezza.
ha così pensato per questo tipo di un nuovo modello, che prende il nome di Agile, anche se per ora, salvo ripensamenti, non sarà previsto il suo arrivo in Europa. Si tratta di una vettura non troppo ingombrante visto che non supera i quattro metri di lunghezza ed è un’ che vuole rispecchiare i gusti del periodo ed esteticamente bella da vedere grazie ad alcune forme arrotondate che ne ingentiliscono il carattere. Al momento le indiscrezioni sulle caratteristiche principali sono però ancora poche, ma semra probabile che tra le varie possibilità di scelta ci sia un motore 1.400 benzina, ma naturalmente ci saranno anche motori diesel. Gli allestimenti previsti saranno tre.

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Chevrolet Volt la General Motors riparte da qui

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La General Motors riparte dalla . La nuova concezione della casa automobilistica ormai ex più importante del mondo, dopo la bancarotta pilotata, riparte e punta tutto sull’ecologia e sui bassi consumi. La , di punta del rilancio, debutterà sul mercato nel 2011 e la sua produzione inizierà a fine del 2010 e nonostante il prezzo proibitivo, circa 400000 euro, il management del gruppo è fiducioso che il mercato premierà la produzione su cui ha puntato . Forte dei numeri e dei bassi consumi promessi dal costruttore 97 chilometri al litro garantiscono una certa autonomia ad un’ dotata di un motore ibrido con una batteria capace di sostenere 65 km con il pieno di una batteria.

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Sfide tra super-car: Cobra MK VI batte Corvette ZR1

Mettere di fronte due supersportive separate da 40 anni di evoluzione tecnologica e progettuale può sembrare un oltraggio, per non dire un’operazione scorretta. Tuttavia alla prova del cronometro nulla è mai troppo scontato, come dimostrato dai colleghi inglesi di Autocar, che hanno deciso di organizzare e riprendere con una telecamera la sfida in accelerazione tra due esemplari di «muscle-car», la Chevrolet Corvette ZR1 e l’AC nella sua ultima evoluzione MK VI. Due vetture completamente diverse, una realizzata secondo i più recenti standard dell’ingegneria motoristica – utilizzando materiali compositi, schemi raffinati per il comparto pianale-sospensioni, elettronica a profusione – l’altra ennesimo aggiornamento di una vettura leggendaria, lanciata sul americano nel lontano 1964, e da allora rivista in molti particolari ma non nella sostanza. Ad accomunare le due concorrenti il motore V8 da 6.2 litri dotato di compressore, per totali 620 cavalli sulla Corvette, a fronte dei 647 disponibile per l’AC. Un valore che abbinato al peso decisamente inferiore si sono rivelati decisivi sul risultato finale: come si può vedere cliccando su http://www.youtube.com/watch?v=rHEMK-4UVgY, batte Corvette, la vecchia artigianale primeggia sulla supersportiva di serie.

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Chevrolet «isola felice», immatricolazioni mai così in alto

chevrolet_logo

In un dell’auto che lotta per contenere perdite e rallentamenti, troviamo anche costruttori che vanno in controtendenza. Un esempio di «isola felice» viene offerto da Chevrolet, capace nel primo quadrimestre del 2009 di registrare vendite per 18.362 vetture, risultato che vale un incremento dell’ 8.50 % rispetto allo scorso anno. Sempre rimanendo in ottica di numeri, la quota complessiva occupata sulla scena italiana dal brand americano ha raggiunto e superato i 2 punti e mezzo percentuali. Numeri che sorridono al brand americano, merito di una filosofia orientata verso la proposta di vetture da vetture dal favorevole rapporto qualità-prezzo, senza per questo rinunciare a interessanti contenuti. A farla da padrone, nella classifica interna delle immatricolazioni, sono i modelli Matiz e Aveo Eco Logic a doppia alimentazione benzina/Gpl. In terza posizione troviamo un altro «must» della casa, l’apprezzato Sport Utility Vehicle Captiva.

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Dall’America arriva la «muscle-car» Chevy Camaro

camaro

Di questi tempi, in , non se la passano certo bene. Ma si sa, ogni terreno bruciato contiene in sé i germogli della rinascita. In questo senso potremmo interpretare l’entrata in produzione di una vettura che rievoca un passato glorioso per il marchio di famiglia . Stiamo parlando della Camaro, classica «muscle-car» all’americana che potrebbe sbarcare anche sul del Vecchio continente. Imponente ma nel contempo minimalista, si presenta con una veste vicina alla versione 1969, quella senza dubbio più apprezzata dagli appassionati. Il frontale è deciso, con una bombatura accentuata sul lungo cofano, mentre i fari sono incastonati, quasi nascosti dalla calandra. La fiancata viene dominata dai grandi copriruota, capaci di ospitare cerchi anche da 20 pollici. Basso e filante appare il tetto, che si risolve in una coda tronca dal sapore retrò. Lo steso mix tra vecchio e nuovo lo si ritrova all’interno, dove il volante a tre razze sormonta due vistosi strumenti circolari. La plancia contiene tutto il necessario, dai comandi del clima alle varie dotazioni per l’intrattenimento a bordo. Per dare un maggiore tocco di originalità, è possibile montare gli indicatori di temperatura e pressione dell’olio. Spicca inoltre la leva del cambio manuale a sei marce, offerto di serie, con l’alternativa di un automatico decisamente più «yankee». Lo spazio è abbondante per tutti e quattro i passeggeri.
A livello di meccanica, gli ingegneri si sono dati da fare, confezionando un prodotto ricco di contenuti. Le sospensioni sono a ruote indipendenti, è presente il controllo di stabilità, per i motori si può invece scegliere tra un V6 3.6 da 304 cavalli, e il V8 di origine Corvette, nelle varianti da 400 e 426 cavalli, quest’ultimo montato sulla sola versione SS. Interessante l’Active Fuel Management System, dispositivo che consente (sulle unità più prestazionali) di far funzionare in condizioni di guida soft solo una bancata del motore, con guadagni alla voce consumi. Chiudiamo con i prezzi, si va dai 23 mila ai 34 mila dollari, davvero un affare per i clienti Usa. L’eventuale importazione in Europa dovrebbe farli lievitare, e di parecchio.

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