Finito ” l’effetto prudenza ” della patente a punti


Sono ormai passati sei anni dall’introduzione della patente a punto e quella che all’inizio era sembrata una normativa giusta che aiutasse gli automobilisti ad essere maggiormente goiudiziosi e prudenti alla guida per evitare di incorrere in perdita di punti e addirittura alla ripetizione dell’esame, ora per molti italiani questo non è più il pensiero principale.
Nei primi due anni dalla sua istituzione, infatti, la patente a punti aveva portato a un’importante riduzione del numero degli incidenti, specialmente di quelli mortali, ma con il passare del tempo questi numeri hanno cominciato a non essere più tanto incisivi.
In una fase iniziale molti avevano cambiato il loro modo di guidare proprio perchè era diffusa questa paura di perdere i punti e specialmente chi deve utilizzare l’auto per lavoro non poteva permettersi questo, ma ora si è scoperto che così come può accadere facilmente di perdere i punti è allo stesso tempo facile riacquistarli. Un modo molto semplice per recuperare il danno provocato da sanzioni subite può essere quello d dichiarare di avere fatto un minicorso di cinque lezioni in una scuola guida, ma anche chi per due anni non ha subito multe può avere un bonus du due punti in più.
Ora però è anche disponibile un “mercato nero dei punti” nche possono essere acquistati online da un automobilista virtuoso che non ha commesso infrazioni e che li mette così a disposizione di chi invece non è stato così attento alla guida.
Per rifare quindi vigore e importanza alla patente a punti che in un primo momento sembrava un’istituzione efficace bisognerebbe trovare un modo per rendere nuovamente “temibile” la perdita dei punti perchè pra appare troppo facile recuperarli e questo permette anche ai guidatori distratti spesso di farla franca.

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